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Roger Corman

16° Puntata, Venerdì 1° giugno, alle 22:50

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    “Credo che il successo della serie basata sui racconti di Edgar Allan Poe, sia dovuto innanzitutto al genio dello stesso Edgar Allan Poe. Ritengo che sia stato il primo scrittore ad avere avuto consapevolezza dell’esistenza dell’inconscio e di una mente cosciente e di aver scritto sul tema, come poi fece solo qualche anno più tardi Sigmund Freud in campo medico. […] I film di Poe li ho girati a colori, ma con un uso un po’ diverso del colore, ispirandomi allo stile del vostro Caravaggio, di cui ammiravo il chiaroscuro, cercando di dare […] un taglio classico che li rendeva molto diversi dagli altri film dell’orrore dell’epoca.”

     

    “Quando uscì Lo Squalo, Vincent Canby, il critico del New York Times scrisse: «Che cos’è Lo Squalo se non un film di Roger Corman in versione ad alto costo?» Aveva ragione, ma gli era sfuggita una cosa in più: era anche meglio, era più in grande ed era meglio. Quando lo vidi, pensai: i grossi studios stanno incominciando a capire quello che io e i miei colleghi facciamo da tempo. Un anno circa più tardi, uscì Guerre Stellari ed io pensai: questi sono due grandi film, ma ora siamo nei guai, perché i grossi studios ci stanno rubando il pubblico.”

     

    Sommario

     

    Mainstreaming: viaggi multimediali tra i nuovi universi del fantastico

    Men in Black 3: dieci anni dopo il secondo capitolo, la saga comico-fantascientifica di Barry Sonnenfeld torna sul grande schermo. Il “buddy-movie alieno” della coppia J-K (alias Will Smith e Tommy Lee Jones) si arricchisce di un terzo protagonista, il giovane agente K di un retrofuturistico 1969, interpretato da Josh Brolin. Al passaggio da due a tre protagonisti si accompagna quello da due a tre dimensioni, con l’inevitabile approdo al 3D.

     

    Intervista

    Roger Corman: artigiano della fantascienza da drive-in negli anni cinquanta; regista di un memorabile ciclo di sette horror tratti da Edgar Allan Poe nel decennio successivo; scopritore di attori del calibro di Peter Fonda, Dennis Hopper, Robert De Niro e Jack Nicholson e di registi come Martin Scorsese, Francis Ford Coppola, Peter Bogdanovich, Jonathan Demme, Joe Dante, John Landis e James Cameron; Wonderland incontra una leggenda vivente dell’altra Hollywood.

     

    Dizionario del fantastico

    “Men in Black”

    Prima del fumetto di Lowell Cunningham e della successiva trilogia di blockbuster, quella degli “uomini in nero” è stata, per quasi mezzo secolo, la figura-chiave delle numerosissime “teorie del complotto” sugli UFO: misteriosi agenti governativi incaricati di convincere – o costringere – al silenzio quanti fossero stati testimoni dello sbarco di alieni sulla Terra. Un mito popolare spesso ripreso dal cinema e dalla televisione: dal pionieristico sceneggiato italiano Extra (1976) agli “incontri ravvicinati” di Spielberg; dai “men in black” alieni del classico indie Fratello di un altro pianeta (1984) a quelli virtuali di Matrix (1999), per concludere con la recente commedia fantastica sul mito dell’Area 51 Paul (2011) e con la trasposizione da Philip K. Dick I guardiani del destino (2011).

     

     

    In replica, sabato 2 giugno, alle 15:15

    martedì 5 giugno, alle 00:40

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