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Puntate 2014

James Ellroy

25° Puntata, Martedì 7 ottobre, alle 22:50

“Ho una visione molto accondiscendente nei confronti degli Stati Uniti e sono un convinto sostenitore dell’idea che l’America sia una forza che fa del bene al mondo e che promuove la democratizzazione. La bugia con cui inizia American Tabloid, in cui viene descritta un’America che non è mai stata innocente, è una provocazione, perché tutte le grandi repubbliche hanno una propria genesi, degli affari sporchi, l’animosità razziale, le rivalità etniche e questo era proprio il concetto che volevo portare in evidenza. Magari l’America è un po’ più grande, a tratti più sfrontata di altre nazioni. So che questa dichiarazione mi metterà nei guai. Di certo non è innocente, ma neanche cattiva, non lo è e non lo è mai stata”. James Ellroy

 

“Penso che il male esista, penso che il diavolo prolifichi nel nostro mondo, permei la nostra cultura. Sono un assolutista morale, per me le cose sono o giuste o sbagliate, o bianche o nere, o buone o cattive, secondo me nella vita o è sì o è no. E lo dimostro. C’è differenza tra l’ambiguità, che implica la passività, e il paradosso, che implica il conflitto. Io faccio vedere uomini e donne nei quali risiedono il bene e il male e nei miei libri non è difficile distinguere i buoni dai cattivi, perché il bene vince. È una visione molto cristiana. Io credo nella redenzione”. James Ellroy

 

Sommario

 

Mainstreaming: viaggi multimediali tra i nuovi universi del fantastico

La preda perfetta (2014): Matthew Scudder, investigatore privato senza licenza con un passato da poliziotto e da alcolista, è il personaggio più iconico creato dal giallista Lawrence Block. Apparso già al cinema nel 1986 in 8 milioni di modi per morire, interpretato da Jeff Bridges, è tornato protagonista nel 2014 con il volto di Liam Neeson in La preda perfetta per la regia di Scott Frank (Sguardo nel vuoto). In quest’occasione Scudder indaga su una coppia di psicopatici che ricatta ricchi trafficanti e ne massacra mogli e figlie. Il film, ambientato in una cupa New York, è la trasposizione di Un’altra notte a Brooklyn, romanzo pubblicato da Block nel 1992.

 

L’intervista

James Ellroy: Tra i più influenti scrittori americani, massimo rappresentante dell’hard boiled contemporaneo, è autore di numerosi romanzi sulle tante ombre degli Stati Uniti. Significative in tal senso sono la tetralogia di Los Angeles (Dalia nera, Il grande nulla, L.A. Confidential, White Jazz), composta fra il 1987 e il 1992, e la trilogia americana (American Tabloid, Sei pezzi da mille, Il sangue è randagio), data alle stampe tra il 1995 e il 2009. Il mondo del cinema ha mostrato sempre grande interesse per la produzione di Ellroy: tra i film sviluppati dai suoi romanzi e racconti si segnalano L.A. Confidential (1997) di Curtis Hanson, The Black Dahlia (2006) di Brian De Palma e La notte non aspetta (2008) di David Ayer.

 

Flashback

Affari di famiglia (2014): Nella Louisiana degli anni Ottanta il detective Bud Carter arresta Jesse Weiland, un ladro e sicario legato agli ambienti neonazisti. Quest’ultimo, per non finire in un carcere di massima sicurezza con una detenzione di vent’anni da scontare, decide di collaborare con la polizia e diventare una talpa. L’obiettivo è smantellare l’organizzazione criminale guidata dal suo boss, lo spietato Lutin Adams. Diretto dal debuttante Chris Brinker, scomparso prematuramente in fase di post-produzione, il film è impreziosito dalle interpretazioni di Matt Dillon, Tom Berenger, Willem Dafoe e Kevin Chapman.

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